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Dal 3 al 4 Settembre.

Tanti gli avvenimenti di una notte.

Eventi che possono cambiare il corso della storia, di una vita, di un punto di vista.

L’imperatore Napoleone III è sconfitto a Sedan e fatto prigioniero dai Prussiani.

Parigi è in subbuglio, il Palais Bourbon in fermento.

La reggenza non è affidata all’Imperatrice Eugenia.

I repubblicani finiscono per instaurare la III Repubblica che nasce così il 4 Settembre.

È la fine del II°impero, dei Bonaparte imperatori.

Sarà la fine anche del sostegno francese al Papa, della protezione di Roma e dello Stato Pontificio.

La crepa che sedici giorni più tardi il 20 settembre 1870, porterà alla breccia di Porta Pia, e a Roma Capitale.

Due nazioni unite da un avvenimento che cambia il corso di destini, che porta comunque avanti un processo inarrestabile…

Lo spirito repubblicano del 1789 non poteva  essersi esaurito nella Bastiglia o nei moti del ’48 e il processo di unificazione dell’Italia, sancito nove anni prima dalla proclamazione del regno doveva riempire il vuoto dei tasselli mancanti.

4 Settembre 2011

Ieri sera alla Fenice di Venezia si è aperta la serata di premiazione del Premio Campiello.

L’ouverture: l’inno di Mameli, di cui abili mani sulla tastiera di un pianoforte ne hanno suonato la sua versione più “risorgimentale”e accompagnato un coro di voci appassionate che però come al solito hanno cantato, ripetendola, la sola prima strofa e il ritornello.


Fratelli d'Italia
L'Italia s'è desta
Dell'elmo di Scipio
S'è cinta la testa
Dov'è la vittoria?!
Le porga la chioma
Che schiava di Roma
Iddio la creò

Stringiamci a coorte
Siam pronti alla morte
L'Italia chiamò!


Mai, invece, il proseguimento delle quattro seguenti strofe, di cui ho il sospetto sia persino ignota l’esistenza.

Certo le ultime due, la quarta e la quinta, sono un po’ retro, vecchiotte, da spolverare con tutti quei riferimenti storici a Legnano, Ferrucci, Balilla, i Vespri Siciliani e l’Aquila Asburgica che ha perso le penne e che fa molto sorridere… ma anche la prima con l’elmo, Scipione, eccetera non è da meno.

La terza ha già valenze più universali e atemporali con la sua esortazione all’amore.

Non vorrei, purtroppo, che l’accenno a liberare il suolo natio, se udito, potesse suonare come un incitamento a cacciate, epurazioni…non si sa mai, con il politically correct, si scherza poco.

Ma la seconda strofa, la mia preferita, è un vero gioiellino, di una verità inoppugnabile, nella sua doppia versione del “fummo derisi” e più antico ma lungimirante“siamo derisi”.

È vero non siam proprio un popolo…


Noi fummo da secoli
Calpesti, derisi
Perché non siam Popolo
Perché siam divisi
Raccolgaci un'Unica
Bandiera una Speme
Di fonderci insieme
Già l'ora suonò

Stringiamci a coorte…

Uniamoci, amiamoci
L'unione e l'amore
Rivelano ai Popoli
Le vie del Signore
Giuriamo far Libero
Il suolo natio
Uniti, per Dio,
Chi vincer ci può!?

( continuaiamo a stringerci)


Dall'Alpi a Sicilia
Dovunque è Legnano,
Ogn'uom di Ferruccio
Ha il core, ha la mano,
I bimbi d'Italia
Si chiaman Balilla
Il suon d'ogni squilla
I Vespri suonò

(stringiamoci anche le spalle)

Son giunchi che piegano
Le spade vendute
Gia l'Aquila d'Austria
Le penne ha perdute
Il sangue d'Italia
Il sangue Polacco
Bevé col cosacco
Ma il cor le bruciò

( stringiamo i denti…)


Inno eseguito, la serata è continuata con la presentazione dei libri finalisti, dei dotti giudici, di Andrea Camilleri che salirà poi sul palco per ricevere il Premio speciale, alla carriera, della Fondazione Campiello.

Troppo stanca per rimanere alzata fino alla fine, mi sono coricata pensando a quei libri finalisti che mi facevano gola di letture e voglia di correre in libreria.

Di fama e di sventura di Federica Manzon; Disegnare il vento di Ernesto Ferrero, direttore della Fiera del libro di Torino, già vincitore di un Premio Strega. L'ultima sposa di Palmira di Giuseppe Lupo ,Se tu fossi qui di Maria Pia Ammirati, che ha largamente suscitato la mia curiosità e un libro dal titolo, che trovo allettante, Non tutti i bastardi sono di Vienna  di Andrea Molesini, che stamani, ho scoperto sulle pagine del “Corriere”,essere il vincitore del SuperCampiello 2011 , interrompendo un dominio femminile durato quattro anni.

- Largo agli uomini-…fosse mai che ci sia bisogno di incoraggiarli…

Un romanzo di guerra - la Grande Guerra, nei giorni della disfatta di Caporetto.

 Molesini definisce la sua opera «un romanzo classico, intriso di patriottismo, odio, amore. Passioni antiche che si mescolano tra loro».

 «La mia storia - spiega - si svolge nell'arco di un anno, nel microcosmo di una famiglia che vive in una villa sul Piave, occupata dagli austriaci, i vincitori. Che poi diventeranno i vinti. »

Lo scrittore dedica questo premio alla memoria di Elvira Sellerio,”che- aggiunge-con la sua editoria e il suo coraggio ha difeso la scelta dei padri dalla volgarità del presente. Ha difeso la nostra letteratura uguale a pochi, seconda a nessuno”

Ci vorrebbero proprio tante "Elvire"!

Oggi la mia libreria è chiusa, ma domani mi ci recherò ad annusare questi libri e a rendermi conto, se, fiutati da vicino, mi ispirano ancora voglia di comprarli.


Date de création : 05/10/2011 @ 12:55
Dernière modification : 02/02/2014 @ 18:59
Catégorie : Rubriques - Diario
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