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IF.gifC’é EURO e EURO! (seguito)

Non avevo visto neppure una partita di questo euro fino a ieri sera, decisa a boicottarlo, non prestandogli nessuna attenzione.
Solo un orecchio distratto a una diretta radiofonica di Francia-Spagna, rapidamente abbandonata sabato sera e l’altro orecchio sempre distratto domenica mattina che captava le miserie, via etere, della nazionale francese.
Miserie morali oltre a quelle della loro prestazione.
Dimentica dei miei rituali abituali non ho avuto diritto né a Marseillaise, né a Fratelli d’Italia. Me ne sono privata senza rimpianti.
L’Euro che mi interessava era un altro, più degno a mio avviso di attenzione e considerazione e bisognoso di cure speciali.
Di qui è scattata la molla per il mio commento di ieri sulla mia pagina blog.
Intrisa di tanta serietà ho finito per sentire il bisogno di un po’ di leggerezza e ho iniziato a scherzarci almeno un po’sopra e piano piano mi sono poi lasciata prendere dal gioco che fin ad allora non mi aveva minimamente scalfita, né irretita.
L’ansia delle figlie in occasione della precedente partita che aveva visto l’Italia qualificarsi per il match di domenica sera mi era scivolata addosso senza potere di contagio alcuno. Tifoseria di una; ira dell’altra che non riusciva a sintonizzarsi televisivamente mi sembravano stati d’animo e feeling assurdi. E quando la primogenita in cerca affannosa di canale V.O. aveva risposto, iratissima, a una mia incauta e quanto mai inopportuna telefonata non avevo capito il perché si risentisse di quella che, a quanto pare, era per lei una vera invasione di campo!
Ovvio che la disturbavo e anche tanto. Ovvio per lei, beninteso!
Ieri sera, convinto CV ad accendermi lo schermo, azione che con i tre telecomandi risulta impossibile al mio livello di conoscenze tecniche, mi sono seduta sola soletta per dare un’occhiata.
L’inno- mi son detta- e poi mi sciacquo…
-Farò i miei lavoretti e magari ascolterò in sottofondo la telecronaca.-
Ecco la squadra azzurra entrare in campo, allineata schierarsi per il “Brothers of Italy”.
- Quante facce nuove dall’ultima volta in Coppa del Mondo- oramai due anni fa. Qualche nome mi sembra noto o almeno non troppo sconosciuto
Cassano mi suona familiare, realizzerò poi nel corso della partita che quello cui facevo riferimento io era legato a una sfera differente, a quella cerebrale...-C-- di cervello, e non di calcio, o meglio –S- di psiche e non di sport.
Questo nuovo Cassano, è un “ragazzo dell’ 82. Nato anche lui quella famosa torrida estate, 24 giorni dopo Turista-fai-da –te(il mio secondogenito) e guarda caso l’indomani della vittoria degli Azzurri dell’epoca, oramai sicuramente più che grigi.
C’è anche un ragazzone color cioccolata con una crestina da galletto biondo- ossigenato, un viso simpatico, ma per me che ignoro il calcio durante l’anno e mi accendo solo nelle occasioni speciali, totalmente sconosciuto.
Non è facile essere aggiornata quando le pause sono biennali…e vanno da una coppa del mondo al successivo euro.
Durante il match imparerò che si chiama Balotelli, cognome che cerco di memorizzare pensando al francese ballon .
L’idea che sia simpatico sarà confermata durante la partita, match in cui interviene enormemente, spesso con clamorosi insuccessi o successi mancati. Mai mostrando però sterile rabbia inconsulta o arroganza e sono contenta per lui, quando, infine ai rigori, piazza il suo goal nella rete del portiere inglese Hart, che con un nome simile-mi chiedo- chissà mai quale e quanto successo di rubacuori gli riservi la sorte…in più mi ricorda un po’ il prince William e non solo perché di rosso vestito come il reale futuro erede al trono nel giorno delle sue nozze.
Le note dell’inno risuonano, le labbra si muovono, la panoramica mi mostra i tanti volti trepidanti, emozionati, tesi, dallo sguardo fisso o sperso.
Ritrovo Pirlo con il suo faccino da uccellino caduto dal nido e finalmente il capitano Buffon. Capitano senza macchia(?) né paura…Mi piace Buffon che viene dalle mie terre, un po’ più a nord di dove sono nata io. Gli occhi chiusi, concentrato canta l’inno e non solo muove le labbra a tempo scandendo le parole giuste, ma le pronunzia ad alta voce tanto che la sua si staglia e si stacca dalle altre, inconfondibile. Zoom indietro a ritroso di nuovo fino a Balotelli.
Anche lui canta o almeno muove le labbra, ma o non va a tempo, o canta in un’altra lingua o un altro inno, perché non riesco a decifrare dal movimento labiale nessun fratello, nessuna Italia e nessun Scipione…
God save the Queen! per la variegata e multietnica équipe inglese.
God l’ha salvata! Ha festeggiato il sessantesimo di regno della Queen… ma per la squadra britannica non ha potuto nulla. Nessuno d’altra parte gli aveva cantato God make the miracle!
E ai rigori per i British ci sarebbe voluto un miracolo, visto che lì non hanno mai avuto la meglio.
La vittoria in ogni caso (e quando si va ai rigori, il caso conta doppio) sarebbe dovuta spettare all’Italia che di più l’aveva ricercata ma senza fortuna con anche un goal annullato per fuori gioco.
Grande Pirlo, con il suo cucchiaio.
Stamani si sprecavano le battute sul tema dello  “spoon”….per gli Inglesi vera sinfonia da “Spoon river”con buona pace e tutto il mio sacrale rispetto per Edgar Lee Master.
Grande Buffon con la sua parata finale.
Grandi tutti i componenti della squadra Azzurra che hanno offerto un’immagine di professionalità, di rispetto, di civismo e di fair play, rispetto a quella tanto spesso proposta nel mondo calcistico di pseudo divi,  enfants gatés, viziati, presuntuosi, arroganti e impertinenti.
Sportivi, atletici con e senza crampi… e sportivi fino in fondo.
Due belle squadre!..Vinca la migliore!
La migliore ha vinto!


Date de création : 25/07/2012 @ 12:13
Dernière modification : 02/02/2014 @ 18:51
Catégorie : Rubriques - Diario
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