- du 30 nov au 3 dec: voyage à Milan: "Dentro Caravaggio" avec F.Ferranti - Cours d'italien inscription en cours ...

Vous êtes ici :   Accueil » Sabato mattina radiofonico
 
Prévisualiser...  Imprimer...  Imprimer la page...
Prévisualiser...  Imprimer...  Imprimer la section...
Activités
Voyages
Rubriques
Saveurs

Sabato 27 agosto

Questa mattina mi son svegliata

O bella ciao ,bella ciao, bella ciao, ciao, ciao

Questa mattina mi son svegliata

e ho accesso France-Info.

 Qui mi fermo perché non è mia intenzione comporre sulle note di questa celebre canzone la mia versioncina casalinga.

È pur vero però, che questa mattina mi son svegliata e ho acceso la radio, sintonizzata in casa come in auto su France Info.

Alternativa radiofonica possibile è RTL, dove amo “refaire le monde” e sul cui canale rimane a volte preregolata dalla sera precedente quando ascolto i rifacimenti di Alberto.

Ieri sera però lui non era presente alla trasmissione a cercar di guadagnarsi il titolo di “langue de vipère” della serata, io pure non ero all’ascolto, intenta a sprofondare nelle vie dell’oriente, apertemi dall’esposizione di Marsiglia alla Vieille Charité, L'Orientalisme en Europe de Delacroix à Matisse,ergo la radio é rimasta su105.3. 

La voce di Yves Montand e le note di Bella Ciao, sono risuonate, sorprendendomi non poco, bloccandomi con la tazza del mio cappuccino sollevata a mezz'aria.

France-Info non é Radio Nostalgie.

Dispensa musica raramente, e quando lo fa, è segno in genere che c’è in giro un qualche sciopero.

Somministra ancor meno canzoni in italiano e quando lo fa, sussiste una qualche motivazione profonda, ragion per cui mi sono sparata almeno una dozzina di possibili domande per darmi almeno una risposta plausibile.

Oggi di certo non cade il centenario della nascita, e ancor meno quello della morte del cantante-attore, anche se a settimane sarà l’anniversario del suo mancato novantesimo compleanno e poco dopo quello del decimo dalla sua scomparsa.

Meglio sarebbe stato ricordarlo allora, con una versione delle Foglie Morte…

Perché poi farlo cantare in italiano? Quale nesso logico?

Per porre l’accento sulle sue tonalità francesi? Ricordare che nonostante tutto era nato in Italia? Che veniva dalla Toscana? Che era atterrato, bimbetto, a Marsiglia? Per compiacermi?....

ALT!

Sto scivolando pericolosamente.
Chi mai lo sa a France-Info che io sono una fedele ascoltatrice?

Chi in questa emittente potrebbe conoscere la mia provenienza? Chi, i miei gusti?

Che bisogno di blandirmi? Lusingarmi con queste origini, con questi sentieri incrociati?

Montand non mi dispiace, ma non sono proprio una sua fan sfegatata, neppure se viene da Monsummano Terme, a nord delle mie terre.

Certo ho amato profondamente le sue “Feuilles mortes”, mi sono illanguidita ad ascoltarlo negli anni post adolescenziali e l’ho rivisto l’altra sera con enorme piacere, in una seratina di TV casalinga, incarnare meravigliosamente il personaggio di “le Papet” tratto dal “Jean de Florette” e “Manon des sources” di Marcel Pagnol.

Onore alla Provenza!

Terra di Sole, Mistral, Artisti…. indigeni e importati!

Gran bella terra, quasi quanto la mia Toscana!

 

Riprendo il filo del questionario.

Montand impegnato, militante comunista?

Oggi non è l’anniversario della morte dell’ultimo Zar di Russia Nicola o di Putin, che è ancora vivo, della Rivoluzione d’Ottobre che altrimenti si chiamerebbe Rivoluzione d’Agosto, o della caduta del muro di Berlino.

“Bella Ciao”inno della resistenza?

Oggi non è neppure qualche ricorrenza partigiana.

L’8 settembre é da venire, il 25 aprile già passato.

“Bella Ciao” un saluto a me?

Errato, sarebbe stato “Ciao Bella!”

Resistenza addio! Sento che non resisto più, che son pronta ad abbassare le armi.

Perché questa canzone allora?

Le note musicali svaniscono …

Dissolvenza…

Montand tace e inizia a parlare una voce da France-Info.

Bella ciao segue nella sua versione  DA DA DA…dell’Armata Russa.

Inno dei partigiani durante la seconda guerra mondiale, canto popolare… voce delle mondine nelle risaie della piana del Po, aria erroneamente considerata di origine italiana…deve la sua nascita molto più a Oriente.
Seguo con attenzione il racconto intramezzato di note e assaggini musicali.

Véritables mises en bouche… che mi fanno salivare, mi mettono l’acquolina in bocca ed io resto con l’orecchio teso, leccandomi in baffi ad ascoltare.

Proviene da Odessa, musica  Klezmer, una canzone in yiddish.

Per concludere –mi raccontano- che Bella Ciao ha sostituito “Fischia il vento” il vero inno partigiano  che traeva le sue origini musicali da una melodia (di nuovo) russa, veicolata in Francia da Rika Zaraï e, il suo Casatchock (in Italia da quello di Dori Ghezzi- mi viene da aggiungere e mi verrebbe anche da inserire pomposamente “ ndr”che nel caso specifico traduco come si deve con  “nota di r..….”omettendo il mio nome per intero per motivi di privacy e di decoro).

Che Bella storia!

Mi lancio su internet sul sito di France-Info per farmi raccontare di nuovo la storia, mentre leggo il commento di un ascoltatore deluso dell’amputazione delle vere origini della musica di “Fischia il vento”.

Sarà pur stata Rika Zarai a farla conoscere alle masse francesi, con un testo (di dubbio gusto)-scrive l’internauta - ma l’originale che ha ispirato i partigiani italiani si chiama"Katioucha".

Canto dalle gran belle parole che narra la storia della bella Katioucha che scende al fiume di buon mattino per dare a un aquila la lettera che dovrà portare al suo benamato, lontano dalla patria a combattere per la libertà. Ed è ben a questa canzone che la bomba dell’epoca deve il nome di "Katioucha" (o Organo di Stalin")... conclude l’ascoltatore, augurandosi anche di poter ascoltare la versione originale al posto di quella della cantante israeliana.

Continuo le mie ricerche.
Lunghissime ricerche che mi fan saltare dalla presente a una vecchia registrazione di questa stessa emittente, al sito del quotidiano La Repubblica, a una pagina di Wikipedia, con tanti avanti-indietro. Controlli incrociati  che confermano tutto, quello che sapevo già e quello che ho appena appreso… da Odessa… fino all’ordigno lanciarazzi per essere precisi) e alla sua duplice musicalità.

Familiarmente chiamato Katjuša nell’Armata Rossa, dal titolo della vecchia canzone popolare, e Organo di Stalin, dai soldati tedeschi, per la “musica”prodotta dai razzi alla partenza.

Che bel concerto!

Continuo con le mie scoperte e riscoperte.
Oltre alle orientali origini di Bella Ciao, che non conoscevo, scopro le modalità del rinvenimento.

Un italiano a Parigi compra per due euro un CD dal titolo"Klezmer - Yiddish swing music". Ascoltandolo si ritrova a cantare “Una mattina, mi son svegliato, o bella ciao, bella ciao…”su una canzone del  CD che risponde però al titolo di “Koilen” , eseguita da Mishka Ziganoff  anno di incisione il 1919 a New York.

Com’è possibile che Koilen sia la sua Bella Ciao?

Inizia così il suo viaggio nel mondo yiddish e nella musica klezmer  per ripercorrere l’itinerario di una musica popolare ebraica nata nell'Europa dell'Est, emigrata negli Stati Uniti agli inizi del '900 e atterrata in Italia per diventare la base dell'inno partigiano.

Viaggio interessante! Particolari interessanti! L’italiano è toscano come me e l’acquisto l’ha fatto nel Quartiere Latino, quello, dove bazzico regolarmente io nei miei passaggi parigini.

Coincidenze? Puro caso? Banalità?

Parigi è piena di Italiani! Fin troppi! Tutti finiscono prima o poi nel quartiere in questione…Ed io poi non compro CD a due euro. Tutt’al più per questo prezzo li vendo ai  vide-grenier.

Riscopro che “Bella Ciao”, canto di alcuni gruppi di partigiani del modenese, è in realtà diventata l’inno “ufficiale”dei partigiani solo vent’anni  dopo la guerra,

Al tempo del conflitto era piuttosto Fischia il vento, il canto di riferimento dei partigiani

Fischia il vento e infuria la bufera,
scarpe rotte e pur bisogna andar
a conquistare la rossa primavera
dove sorge il sol dell'avvenir

Se ci coglie la crudele morte,
dura vendetta verrà dal partigian;
ormai sicura è già la dura sorte
del fascista vile e traditor.…..

Cessa il vento, calma è la bufera,
torna a casa il fiero partigian,
sventolando la rossa sua bandiera;
vittoriosi, al fin liberi siam!
Sventolando...

Testo: Felice Cascione
Musica: sul tema russo "Katiuscia"
Anno: 1944

Canto di riferimento dei partigiani rossi, ma non erano tutti di questo colore e poi.... il famoso Sorpasso a sinistra non c’era stato; la rossa primavera, il sol dell’avvenir e la bandiera rossa erano un po’ troppo di tendenza.

Bella Ciao più politicamente corretta, spodestò le note da Armata Rossa, con nuove note credute locali e invece a loro volta provenienti dalla Russia.

La boucle -come sempre- est bouclée.


Questa mattina mi son svegliata

O bella ciao ,bella ciao, bella ciao, ciao, ciao

Questa mattina mi son svegliata

e ho spento France-Info.



Da ballata yiddish a inno partigiano il lungo viaggio di Bella ciao

 http://www.repubblica.it/2008/04/sezioni/spettacoli_e_cultura/ballata-bella/ballata-bella/ballata-bella.html?ref=search


Date de création : 13/02/2012 @ 12:08
Dernière modification : 02/02/2014 @ 18:55
Catégorie : Rubriques - Diario
Page lue 2921 fois


Réactions à cet article

Personne n'a encore laissé de commentaire.
Soyez donc le premier !

Lettre d'information
Pour avoir des nouvelles de ce site, inscrivez-vous à notre Newsletter.
Mt2n
Recopier le code :
48 Abonnés
Le régard de F. Ferranti
Calendrier
 
 
Prévisualiser...  Imprimer...  Imprimer la page...
Prévisualiser...  Imprimer...  Imprimer la section...