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“Odore di chiuso”, un titolo che mi avrebbe incuriosita se ci fossimo per caso incontrati su uno scaffale di libreria.

Se in cerca d’ispirazione di letture, fossi caduta su questo”cru” delle colline toscane dopo averlo aperto, annusato, soppesato, centellinato.

Il nostro incontro invece, non frutto del caso o del caos, è stata la raccolta di una ricerca mirata.

Mirata perché sono entrata, lesta, in libreria, ho fatto la mia richiesta, ottenuta la mercanzia e, pagato senza batter ciglio, sono ripartita con l’articolo nella borsa .

Un libro garbato, leggero, piacevole e pieno di umorismo, consigliato da un’amica che conosce il mio debole, per tutto quanto proviene dalle mie terre.

 Non dubitando che mi consigliasse per il meglio, ne ho seguito il suggerimento senza indugi di sorta e mi sono sprofondata nella lettura.

Malvaldi, mi aveva precisato l’amica, aveva conosciuto la notorietà con i suoi precedenti tre romanzi, di cui soprattutto il primo “Briscola in cinque”, aveva raggiunto un notevole successo.

Libri gialli, incentrati sulle singolari indagini di una banda di vecchietti, i frequentatori del Bar Lume e del perspicace barista, nonché nipote di uno dei gagliardi, anziani e curiosissimi giocatori di carte.

Anche Odore di chiuso rientra nel genere del giallo, ma di un filone particolare: quello storico e per giunta insaporito da un piacevolissimo humour.

Ci ritroviamo così alla fine dell’ottocento, in un’Italia da poco più o meno unita, in un castello della Maremma, dove i criminosi fatti avvenuti sono passati al vaglio dall’inquirente locale con l’aiuto di un personaggio molto particolare, il famoso gastronomo Pellegrino Artusi, ospite del castello.

Un’avventura alla Sherlock Holmes,con piccoli tocchi alla Wodehouse, piena di scanzonato humour dove si muovono personaggi deliziosamente dipinti nelle loro debolezze.

 Aristocratici scansafatiche appartenenti a un mondo oramai in via d’estinzione, un letterato di tutto rispetto umanamente dipinto, figure femminili di tutto spessore, un quadro geografico che delimita uno dei tantissimi magnifici paesaggi toscani e per finire il tutto condito da ameni anacronismi disseminati con arte e perizia per incantare e disincantare il lettore.

Un libro da leggere, regalare, consigliare.

Un ennesimo occhiolino all’anniversario della cento cinquantenne Italia.

Un ‘idea per un tour sulle colline del Sassicaia della Tenuta San Guido.

Un petit divertissement à ne pas rater!

Odore di Chiuso- Marco Malvaldi- Sellerio editore Palermo


Date de création : 25/11/2011 @ 22:14
Dernière modification : 30/01/2014 @ 11:55
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Page lue 3337 fois


Réactions à cet article

Réaction n°1 

par jude le 31/01/2012 @ 09:28
Ha ragione la Grande Tosca riccioluta! Me l'ha regalato questo gioiellino e non ho aperto ancora le finestre tanto per conservare quest'"odore di chiuso"! Non l'ho ancora finito ma mi garba mi garba!! Anche i non toscnani-toscaneggianti troveranno gusto leggendo il Malvaldi! L'humour è di certo l'ingrediente che mi ha colpita di più, un certo decalage squisito che ti mette un sorrisino leggero sulle labbra: e te lo tieni lungo le pagine apprezzando pure la costruzione molto fina/fine dell'opera. Bravi 'sti maledetti toscani!!!

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